Lessico e rispetto
Linguaggio dei segni o lingua dei segni?
Su Google molti cercano 'linguaggio dei segni'. Il termine giusto, però, è lingua dei segni. La differenza non è solo grammaticale: è culturale. Spieghiamola nel modo più chiaro possibile.
Il significato delle parole
Linguaggio e lingua non sono la stessa cosa
In linguistica, linguaggio è la facoltà generale: è la capacità umana di comunicare attraverso un sistema di segni. Quando parliamo, gesticoliamo, scriviamo o firmiamo, usiamo la nostra facoltà linguistica.
Lingua è un sistema specifico, condiviso da una comunità, dotato di regole proprie. L'italiano è una lingua, l'inglese un'altra, la Lingua dei Segni Italiana (LIS) un'altra ancora. Ogni lingua ha un lessico, una grammatica, una storia e una cultura che la sorregge.
Dire "linguaggio dei segni" è come dire "strumento musicale" per indicare un violino: non è sbagliato in senso lato, ma perde il senso preciso della cosa.
Una lingua naturale completa
Perché la LIS è una lingua, non un linguaggio
Grammatica autonoma
La LIS ha una sintassi propria che usa lo spazio, il movimento, la direzione e l'espressione del viso. Non è una traduzione gestuale dell'italiano: costruisce significati in modo indipendente.
Comunità di madrelingua
Persone sorde crescono con la LIS come prima lingua. Questo la colloca sullo stesso piano di ogni altra lingua naturale: non è un ausilio, è una forma di vita.
Espressività totale
Una lingua serve per raccontare una storia, fare una battuta, discutere di filosofia, scrivere poesia. La LIS fa tutto questo: il che significa che non è un repertorio limitato di segni, ma un sistema illimitato.
Acquisizione naturale
I bambini sordi esposti a una lingua dei segni fin da piccoli la acquisiscono con le stesse tempistiche dei bambini esposti a una lingua vocale. Lo sviluppo linguistico segue tappe universali, come in ogni lingua naturale.
Questo è il punto di partenza del nostro metodo: la LIS va insegnata come lingua, non come elenco di segni.
Un'abitudine diffusa
Perché la parola sbagliata continua a circolare
"Linguaggio dei segni" è un'espressione entrata nell'uso comune per ragioni storiche. In passato, soprattutto in ambito medico e scolastico, si usava per indicare qualsiasi forma di comunicazione gestuale, inclusi sistemi che non sono lingue vere e proprie.
Oggi, invece, la linguistica e la comunità sorda sono chiare: la LIS è una lingua naturale completa, con una propria grammatica e una propria comunità di parlanti. Usare "lingua" invece di "linguaggio" non è un vezzo: è un riconoscimento.
Chiamarla per il nome giusto significa riconoscere la cultura sorda, la storia di chi l'ha preservata e la dignità di chi la usa ogni giorno.
Imparare, non memorizzare
Cosa cambia quando la chiami per quel che è
Se pensi a un "linguaggio dei segni" come a un dizionario di gesti, finisci per memorizzare segni e tradurli mentalmente dall'italiano. È un limite: il significato non sta nel singolo segno, ma nelle scelte grammaticali che lo circondano.
Se invece studi la LIS come una lingua, impari a pensare in uno spazio tridimensionale, a gestire il tempo con la mano, a costruire il punto di vista con lo sguardo. Impari a partecipare di una cultura, non a imitare una serie di movimenti.
È la differenza tra imparare a decifrare simboli e imparare a vivere una lingua.
Domande frequenti
Chi cerca "linguaggio dei segni" spesso si chiede…
Si dice "linguaggio dei segni" o "lingua dei segni"?
Il termine corretto è lingua dei segni. La LIS è una lingua naturale completa con grammatica, sintassi e comunità di madrelingua. "Linguaggio dei segni" è un termine più generico, usato spesso per abitudine, ma lessicamente impreciso.
La LIS è uguale in tutto il mondo?
No. Ogni Paese ha la propria lingua dei segni: LIS in Italia, LSF in Francia, ASL negli Stati Uniti. Sono lingue vere e proprie, con grammatiche diverse e storia propria.
Come si impara la Lingua dei Segni Italiana?
Con docenti madrelingua, materiali video pensati per una lingua visiva, e percorsi strutturati su più livelli. SegnaVerso propone corsi online in diretta, corsi in presenza e un percorso asincrono di sensibilizzazione.
Posso iniziare senza conoscere nulla?
Sì, tutti i percorsi partono da zero. C'è anche un estratto gratuito da guardare: i primi segni, per capire in pochi minuti com'è studiare una lingua visiva.
Prontə a iniziare con la lingua dei segni?
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