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    Perché SegnaVerso

    Ci sono lingue che non stanno in un libro.

    La Lingua dei Segni Italiana è una di queste.Vive nello spazio, nel movimento, in un'espressione del viso che ribalta il senso di una frase intera. Sulla pagina, semplicemente, non ci entra.Il posto giusto per studiarla è un altro: un universo visivo, dove la lingua si mostra invece di essere descritta.SegnaVerso è quell'universo.

    Il punto di partenza

    Una lingua non è uno strumento. È il posto da cui guardi.

    Wittgenstein l'ha scritto in una riga: i limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo. Non è un'immagine. Le parole di cui disponi decidono che cosa riesci a pensare, a distinguere, a dire.

    Gadamer è andato oltre. Il linguaggio non è un attrezzo che prendiamo in mano per descrivere le cose: è il mezzo in cui le cose ci si aprono. Non parliamo di un mondo già dato — lo comprendiamo attraverso la lingua che abitiamo.

    E prima di entrambi, Kant aveva indicato dove tutto comincia: lo spazio non è qualcosa che troviamo là fuori, è la forma attraverso cui il mondo esterno ci viene dato.

    Adesso tieni insieme le tre cose.

    La LIS usa lo spazio come grammatica. Non descrive le posizioni: le costruisce. Colloca persone, tempi e punti di vista in un'area davanti a chi segna, e ce li tiene. Dice più cose nello stesso istante, dove una lingua vocale deve metterle in fila.

    Impararla non significa imparare un altro codice per dire le stesse cose.
    Significa entrare in un modo diverso di organizzare il reale: simultaneo invece che sequenziale, tridimensionale invece che lineare.

    Un altro universo. Nel senso proprio della parola.

    Un problema concreto

    E questo universo, sulla carta, non ci sta

    Chi impara il francese ha secoli di carta alle spalle. Apri un libro e la lingua è lì: ferma, ordinata, disponibile.

    La LIS no. È una lingua naturale completa, con una grammatica e una sintassi sue, ma è visiva e non ha una forma scritta di uso comune. Sistemi di notazione sviluppati dalla ricerca esistono; nessuno è entrato nell'uso quotidiano delle comunità sorde.

    Il resto lo sa chiunque ci abbia provato: prendi appunti su un segno e tre settimane dopo non ricordi più che cosa volevi ricordare. La carta trattiene la parola. Il movimento le sfugge.

    Ecco perché i materiali di studio devono essere fatti della stessa sostanza della lingua. Video, non fotografie di mani ferme. Da rivedere quante volte serve, da fermare sul singolo segno, disponibili alle undici di sera quando finalmente hai mezz'ora.

    I libri restano. Semplicemente, da soli non bastano.

    Moryossef & Goldberg, Sign Language Processing — rassegna della letteratura: le lingue dei segni non dispongono di una forma scritta ampiamente adottata e, essendo veicolate nella modalità visivo-gestuale, il video ne è la rappresentazione più diretta. Sulla trascrizione della LIS: arXiv:1911.09919, che richiama le ricerche di Elena Antinoro Pizzuto.

    C'è un estratto gratuito da guardare: i primi segni, spiegati come li spieghiamo davvero, per vedere com'è fatto un materiale di studio pensato per una lingua visiva.

    Parliamoci chiaro

    Imparare una lingua richiede tempo. Non ti diremo il contrario.

    Nessuna piattaforma insegna una lingua al posto tuo. La LIS non fa eccezione: si impara praticandola, con altre persone, in un percorso che dura mesi e chiede costanza.

    Iscriversi a un corso annuale è una decisione impegnativa. Costa, e soprattutto costa tempo — quello che dedichi alle lezioni e quello che serve prima e dopo, per far sedimentare quello che hai visto.

    Quello che possiamo fare è un'altra cosa, e la facciamo bene: rendere produttivo il tempo che ci metti.

    Lo studio autonomo smette di essere una caccia al materiale e diventa un percorso guidato. Gli esercizi li trovi dove ti servono, non li devi inventare. E quando arrivi in aula non parti dalla teoria: quella l'hai già vista, e le ore con il docente diventano quello che devono essere — pratica, correzione, conversazione.

    Non ti promettiamo che sarà veloce. Ti promettiamo che ogni ora conterà.

    Non è un'opinione

    Perché il misto funziona meglio della sola aula e del solo online

    È il risultato più solido della ricerca sull'apprendimento degli ultimi vent'anni, e ha una sfumatura che conviene leggere bene.

    La meta-analisi di Means, Toyama, Murphy e Bakia — quarantacinque studi sperimentali — misura una differenza netta: i percorsi misti, che combinano lezioni e piattaforma, ottengono risultati significativamente migliori della sola aula. I percorsi interamente online, da soli, no.

    Una meta-analisi successiva su cinquantuno confronti nell'istruzione superiore quantifica il vantaggio del misto sulla didattica tradizionale. Una revisione più recente, su trentasette studi condotti fra il 2000 e il 2024, aggiunge il dato che ci riguarda più da vicino: il vantaggio cresce dove l'interazione conta di più — gruppi a numero chiuso, discipline linguistiche e umanistiche, percorsi che alternano momenti diversi di apprendimento.

    Sono esattamente le condizioni in cui si impara una lingua.

    0+0,40 deviazioni standard
    • Solo aula: riferimento del confronto, zero.
    • Solo online: più 0,05 deviazioni standard rispetto alla sola aula, differenza non statisticamente significativa.
    • Percorso misto: più 0,35 deviazioni standard rispetto alla sola aula, differenza statisticamente significativa.
    • Asse da zero a più 0,40 deviazioni standard.
    Differenza media rispetto alla sola aula, espressa in deviazioni standard. Sono risultati medi su decine di studi: non sono una promessa di risultato individuale.

    E c'è un dettaglio che i ricercatori sottolineano, e che riportiamo volentieri: il vantaggio non nasce dalla tecnologia in sé. Nasce dal fatto che in un percorso misto si passa più tempo sul contenuto, e lo si passa meglio.

    Che è esattamente il punto. Non ti serve una piattaforma perché è moderna. Ti serve perché ti restituisce ore di studio che altrimenti perderesti a cercare un video.

    Percorso tradizionale

    Tempo che si dissolve a cercare il materiale · Tempo sul contenuto

    Percorso misto

    Tempo sul contenuto

    • Percorso tradizionale: una parte del tempo di studio si dissolve nella ricerca dei materiali; solo la parte restante arriva sul contenuto.
    • Percorso misto: i materiali sono già dove servono, quindi il tempo di studio resta tutto sul contenuto.
    Schema illustrativo del rapporto fra tempo speso a cercare i materiali e tempo speso sul contenuto. Non è una misurazione, e non è una promessa di risultato individuale.

    Means, Toyama, Murphy & Bakia, The Effectiveness of Online and Blended Learning: A Meta-Analysis of the Empirical Literature, Teachers College Record, 2013 · Vo, Zhu & Diep, The effect of blended learning on student performance at course-level in higher education, 2017 · Meta-analisi 2025 su 37 studi (2000–2024), apprendimento misto e online a confronto.

    I percorsi 2026/2027 sono aperti: online in diretta e in presenza.

    Come l'abbiamo costruito

    Quattro scelte, non quattro funzionalità

    Docenti sordi madrelingua, formati per insegnare

    Essere madrelingua è il punto di partenza, non la qualifica. Conoscere una lingua e saperla trasmettere sono due competenze diverse: i nostri docenti hanno entrambe.

    Sono persone sorde per cui la LIS è lingua madre, con una formazione didattica alle spalle e anni di insegnamento. Con la lingua arriva anche la cultura che se la porta dietro — che di una lingua non è un accessorio.

    Un solo posto, sempre lo stesso

    Teoria, video, esercizi, riferimenti: tutto dentro la piattaforma, e tutto ancora lì fra sei mesi.

    Quando ti serve rivedere una spiegazione non la cerchi. La ritrovi.

    Un modello già misto

    Sessioni in diretta con il docente, più ore che segui quando vuoi.

    Non è un annuncio per il futuro: nei nostri percorsi annuali una parte del monte ore è già asincrona, ed è scritta nel programma.

    Processi e metodo di insegnamento certificati

    CREI opera secondo la UNI EN ISO 21001:2019, la norma internazionale dedicata alle organizzazioni che erogano formazione, e la UNI EN ISO 9001:2015 per i sistemi di gestione della qualità.

    Nella pratica significa che la progettazione dei programmi, i criteri di selezione della docenza, i sistemi di valutazione e la gestione dei percorsi seguono procedure documentate, sottoposte a verifica periodica da parte di un ente indipendente.

    Nessuna norma ci obbligava a certificarci. Abbiamo ritenuto che chi affida un anno del proprio tempo a un percorso formativo abbia diritto di sapere su quali basi è costruito.

    Da dove si comincia

    Prima di impegnarti per un anno, prova per davvero

    Un corso annuale è un investimento. Prima di farlo, ha senso capire due cose: se questa lingua ti interessa quanto pensi, e se il modo in cui la insegniamo funziona per te.

    Il corso asincrono di sensibilizzazione serve a questo. Costa poco, lo segui quando vuoi, e si adatta alla disponibilità che hai davvero — non a quella che vorresti avere.

    E non è tempo perso se poi decidi di proseguire: i suoi contenuti sono gli stessi che stanno alla base del primo livello. Quello che studi lì resta tuo, e ti trovi avanti quando cominci il percorso completo.

    Un estratto da un modulo del corso: i primi segni, spiegati come li spieghiamo davvero. Bastano pochi minuti per vedere come sono fatti i nostri video — e qualcosa te lo porti a casa.
    Nessuna registrazione obbligatoria, nessun impegno.

    Sedici anni

    Questo universo lo cartografiamo da sedici anni

    Prima di aprirlo, lo abbiamo attraversato.

    16 anni

    di progettazione e coordinamento di percorsi formativi sulla LIS

    Decine di classi

    circa sei per anno, dal primo livello ai percorsi professionali

    Oltre mille studenti

    formati lungo l'intero arco dei livelli

    Costruire un percorso di lingua dei segni significa decidere in quale ordine si incontrano le strutture, quali esercizi consolidano che cosa, come si verifica ciò che è stato appreso e chi è in grado di insegnarlo. Sono scelte che si affinano solo facendole: anno dopo anno, su classi vere.

    Le abbiamo fatte per sedici anni. Anche sui percorsi più esigenti che questa lingua conosca — quelli che formano interpreti e assistenti alla comunicazione.

    SegnaVerso è dove tutta questa esperienza prende forma. Un percorso costruito con il metodo che volevamo, sulla tecnologia che serviva da anni, dentro l'unico ambiente che questa lingua merita: uno spazio visivo, fatto della stessa materia di cui è fatta lei.

    Livelli, calendario e modalità dei percorsi in partenza.

    Fatto in casa

    Chi produce quello che studi

    Progettazione e produzione restano dentro. Non appaltiamo né i contenuti né gli strumenti con cui li porti a casa.

    Strumenti di edutainment

    Realizziamo materiali multimediali che rendono lo studio un'esperienza invece di un esercizio. Li facciamo noi, perché sappiamo che cosa deve mostrare un video che insegna un segno.

    Soluzioni informatiche nostre

    La piattaforma su cui studi non è un prodotto comprato e riadattato. Chi l'ha progettata conosce la lingua e conosce chi la usa.

    Cultura sorda dall'interno

    I contenuti sulla cultura sorda sono scritti e interpretati dalle persone sorde che quella cultura esprimono. Non raccontati dall'esterno.

    UNI EN ISO 9001:2015 (Cert. IQ-0424-05) · UNI EN ISO 21001:2019 (Cert. INFT-0424-01)

    Il prossimo passo

    Se il metodo ti convince, i percorsi aperti sono tutti sulla pagina dei corsi: livelli, calendario, modalità, costi.

    Ogni segno apre un universo.