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    Ottavo centenario · Un progetto SegnaVerso

    San Francesco 1226–2026

    800 anni dalla morte di un uomo che continua a parlare al nostro tempo. Un itinerario tra memoria, pace, fraternità e custodia del creato, con uno sguardo in più: il Cantico delle Creature nella Lingua dei Segni Italiana, una lingua con la sua grammatica e la sua poesia.

    Il Cantico delle Creature · in LIS

    Una lode che prende forma nello spazio.

    Scegli come leggere il testo

    Il Cantico in italiano semplificato: frasi più brevi e parole di uso comune

    Il Cantico delle Creature in Lingua dei Segni Italiana, con Deborah Donadio e Monica Mercanti, esperte di comunicazione visiva e persone sorde. A cura di SegnaVerso. Il testo di Francesco letto attraverso lo spazio, il corpo e lo sguardo.

    Il Cantico di frate Sole, o Laudes creaturarum, è uno dei primi testi poetici della letteratura italiana, scritto in volgare umbro e non in latino: Francesco sceglie la lingua di tutti perché la lode sia di tutti.

    Tradizionalmente lo si colloca negli ultimi anni della sua vita, quando la malattia lo ha già quasi privato della vista. Eppure è un testo fatto di immagini: sole, luna, stelle, vento, acqua, fuoco, terra. Ogni elemento è un fratello o una sorella, e ognuno, a modo suo, dice qualcosa del Creatore.

    Non è un inno alla natura in senso romantico. È una visione di relazione: il creato non è scenario né risorsa, è una famiglia di cui si fa parte. Per questo, otto secoli dopo, parla ancora di ecologia, di fraternità, di pace.

    «Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature.»

    Dal Cantico delle Creature, versi iniziali

    Perché in Lingua dei Segni

    La LIS è una lingua a sé, con una propria grammatica che si costruisce nello spazio, tra mani, volto e sguardo, e con proprie forme di poesia e di narrazione. È la lingua di una comunità con una storia e una cultura proprie. Per questo l'accessibilità, qui, è una questione di lingua: accedere a un testo, a un'arte, a un patrimonio significa poterli incontrare nella propria lingua.

    Francesco lo ha praticato ottocento anni fa. Scrivendo il Cantico in volgare umbro e non in latino, sceglie la lingua che le persone parlano davvero, perché la lode non resti di pochi. Segnare il Cantico estende quel gesto: un testo del Duecento incontra un'altra lingua, con le sue immagini per dire il sole, l'acqua, il vento.

    A segnare il Cantico sono Deborah Donadio e Monica Mercanti, esperte di comunicazione visiva e persone sorde.

    Perché il 2026

    Un anniversario che riapre una domanda.

    Il 3 ottobre 2026 sono otto secoli dalla morte di Francesco d'Assisi. Ricorrenze così chiudono un conto con il passato; questa, invece, lo riapre.

    Francesco resta centrale perché ha posto, in modo semplice e radicale, domande che non sono invecchiate: come si vive insieme, che cosa ci serve davvero, che rapporto abbiamo con ciò che non è umano. Domande che riguardano credenti e non credenti.

    Questa pagina non vuole soltanto commemorare. Usa il centenario per rileggere Francesco nel presente: la sua storia, i luoghi, il Cantico, e ciò che ne possiamo fare oggi.

    Il percorso francescano

    Da una Regola a un transito.

    1. 1223

      La Regola Bollata

      Papa Onorio III approva la Regola dei frati minori. Francesco consegna in poche pagine una forma di vita: povertà, minorità, fraternità.

    2. 1223

      Greccio

      Nella notte di Natale Francesco allestisce nel paese reatino la rappresentazione della nascita di Gesù, con una mangiatoia vera. È l'origine del presepe come lo conosciamo.

    3. 1224

      Le stimmate alla Verna

      Sul monte della Verna, in Casentino, Francesco vive l'esperienza spirituale più radicale della sua vita: le stimmate. È già provato dalla malattia.

    4. 1224–25

      Il Cantico delle Creature

      Tradizionalmente collocato negli ultimi anni di vita, tra sofferenza fisica e raccoglimento a San Damiano: una lode in volgare umbro che guarda il creato senza mai smettere di ringraziare.

    5. 1226

      La «Pasqua» di Francesco

      La sera del 3 ottobre 1226, alla Porziuncola, Francesco muore. I suoi compagni la chiamano «transito»: non una fine, ma un passaggio.

    6. 2026

      Ottocento anni dopo

      Otto secoli di memoria. Il centenario non chiude un conto: riapre una domanda su come stare insieme, e su come abitare un mondo che non è solo nostro.

    1226 – 2026

    Ottocento anni dopo, la memoria diventa responsabilità.

    Ricordare Francesco non basta. Il centenario ha senso se cambia qualcosa nel modo in cui parliamo, ci incontriamo, abitiamo il mondo.

    Valore civile

    Francesco parla alle città, non solo alle chiese. Pace tra fazioni, attenzione agli ultimi, rifiuto della ricchezza come misura di tutto: una grammatica di convivenza che appartiene all'intera comunità.

    Valore culturale e spirituale

    Dal Cantico agli affreschi di Assisi, la sua eredità ha plasmato lingua, arte e immaginario dell'Italia. Ed è una spiritualità che si lascia incontrare anche da chi la guarda da fuori.

    • PaceNon l'assenza di conflitto, ma la fatica quotidiana di non rispondere alla violenza con la violenza.
    • FraternitàGli altri non sono un problema da gestire: sono fratelli e sorelle che non abbiamo scelto.
    • DialogoFrancesco va incontro al sultano d'Egitto, disarmato. Il dialogo comincia dall'ascolto, non dalla certezza.
    • Custodia del creatoIl mondo non è una risorsa da consumare: è una relazione da curare.
    • EssenzialitàMeno cose, più legami. La sobrietà come forma di libertà.
    • RelazioneOgni creatura ha un nome, un posto, una voce. Francesco le chiama fratello e sorella.

    Francesco, oggi

    Perché parla ancora a noi.

    • Pace

      In un tempo di guerre vicine e di linguaggi sempre più duri, Francesco ricorda che la pace si pratica a partire dalle parole che scegliamo.

    • Fraternità

      Comunità frammentate, solitudini affollate: la fraternità francescana è un metodo concreto per stare accanto a chi è diverso da noi.

    • Ecologia integrale

      Clima, risorse, città: il Cantico anticipa di otto secoli l'idea che ambiente e giustizia sociale siano la stessa questione.

    • Sobrietà

      Scegliere di avere meno per poter dare di più. Non una rinuncia moralistica, ma un modo di liberare tempo, attenzione e relazioni.

    • Dialogo tra culture

      Dal sultano al lebbroso, Francesco attraversa i confini del suo tempo. Una lezione per società sempre più plurali.

    • Bene comune

      Il povero, il malato, lo straniero non sono ai margini del discorso: ne sono il centro. È anche una definizione di cittadinanza.

    Geografia spirituale

    I luoghi dove la storia ha preso forma.

    • Assisi

      La città

      Dove Francesco nasce, rinuncia ai beni paterni e sceglie un'altra vita. La geografia di tutto: case, piazze e strade in pietra rosa del Subasio.

    • Basilica di San Francesco

      La memoria

      Costruita subito dopo la canonizzazione del 1228, custodisce la tomba del santo. Il ciclo di affreschi trasforma la sua storia in un racconto visivo per tutti.

    • Porziuncola

      Il transito

      La piccola chiesa che Francesco ripara e ama più di ogni altra, oggi racchiusa nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Qui nasce la fraternità; qui muore.

    • San Damiano

      La chiamata

      Il crocifisso che parla a Francesco, il primo cantiere, l'ultima stanza di Chiara. La tradizione vi colloca anche la nascita del Cantico.

    • Eremo delle Carceri

      Il silenzio

      Una forra nel bosco del Subasio dove Francesco e i compagni si ritiravano a pregare. Un luogo che insegna a stare, non a visitare.

    • Greccio e La Verna

      I luoghi del cammino

      Il presepe e le stimmate: due tappe fuori da Assisi che completano la geografia spirituale della sua vita.

    Dalla lode al segno

    Impara la lingua in cui oggi puoi vedere il Cantico.

    SegnaVerso è il servizio di formazione di CREI, cooperativa sociale di interpretariato, ricerca e formazione LIS. Se questo video ti ha incuriosito, i nostri corsi sono il passo successivo: scegli il formato più adatto a te.

    In breve

    Domande frequenti

    Quando è morto San Francesco d'Assisi?

    La sera del 3 ottobre 1226, alla Porziuncola, vicino ad Assisi. I suoi compagni la chiamarono «transito»: non una fine, ma un passaggio. Nel 2026 ricorrono 800 anni.

    Che cos'è il Cantico delle Creature?

    Il Cantico di frate Sole, o Laudes creaturarum, è uno dei primi testi poetici della letteratura italiana, scritto in volgare umbro e non in latino. La tradizione lo colloca negli ultimi anni di vita di Francesco, tra il 1224 e il 1225; la datazione è oggetto di studio.

    Perché il Cantico delle Creature in Lingua dei Segni Italiana?

    Francesco scelse il volgare, la lingua che le persone parlavano davvero, perché la lode non restasse di pochi. Segnare il Cantico estende quel gesto: un testo del Duecento incontra un'altra lingua, con le sue immagini per dire il sole, l'acqua, il vento.

    Chi segna il Cantico delle Creature in LIS?

    Deborah Donadio e Monica Mercanti, esperte di comunicazione visiva e persone sorde, a cura di SegnaVerso.

    Quali sono i luoghi di San Francesco?

    Assisi, la Basilica di San Francesco, la Porziuncola, San Damiano, l'Eremo delle Carceri, Greccio e La Verna: la geografia spirituale della sua vita.

    Per andare oltre

    Approfondimenti

    Trasforma la ricorrenza in esperienza viva.

    Condividi il Cantico, parlane con chi ti è vicino, e se vuoi fare un passo in più comincia a imparare la lingua che lo rende visibile.

    Date e riferimenti storici seguono la tradizione francescana; la datazione del Cantico delle Creature è oggetto di studio e qui è indicata in forma prudente.